Ancoraggio e ormeggio

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Ancoraggio e ormeggio: le nozioni di base per dormire sonni tranquilli all’ancora

Un buon ancoraggio non dipende mai da un unico elemento. È sempre una questione di equilibrio tra l'ancora, la catena, il verricello e il modo in cui vengono utilizzati. Ecco una guida completa, chiara e concreta per mettere in sicurezza l'imbarcazione sia all'ancora che in porto.

🇫🇷 Versione francese

Ancoraggio e ormeggio: le nozioni di base per dormire sonni tranquilli all’ancora

Quando una barca naviga, si accetta sempre una certa dose di imprevisti. Ma quando è ferma, tutto deve essere perfettamente sotto controllo.

Un ancoraggio mal eseguito o un ormeggio preparato male può trasformare una serata tranquilla in una notte insonne passata a tenere d’occhio il GPS… o, peggio ancora, in una lenta deriva verso la barca del vicino.

Noi di RivieraBroker vediamo spesso imbarcazioni molto ben attrezzate, a volte persino di alta gamma, ma dotate di un sistema di ormeggio scelto in modo errato o utilizzato in modo improprio. Eppure, bastano poche semplici regole per rendere la situazione decisamente più sicura.

Ecco i punti fondamentali da sapere.

Un buon ancoraggio è una questione di equilibrio

Ormeggiare una barca non significa semplicemente gettare l'ancora in acqua.

Un ancoraggio efficace si basa sempre su un insieme coerente composto da diversi elementi:

  • L'ancora
  • La catena
  • La linea di ormeggio
  • Il verricello
  • E, naturalmente, il modo in cui tutto questo viene utilizzato

Se anche solo uno di questi elementi è sottodimensionato o non adatto all’imbarcazione, l’efficienza complessiva del sistema diminuisce rapidamente. È spesso in queste situazioni che si vede un’imbarcazione iniziare a solcare lentamente il fondale prima di andare alla deriva.

Un buon ancoraggio è quindi innanzitutto un equilibrio tra attrezzatura e tecnica.

Scegliere bene l'ancora

La scelta dell'ancora dipende principalmente dal tipo di fondale su cui si getta l'ancora più spesso.

Nel Mediterraneo, i fondali che si incontrano sono generalmente:

  • Sabbia
  • Vaso
  • Praterie di posidonia
  • Fondi misti di sabbia e roccia

Sia sulla sabbia che sul fango, le ancore in grado di affondare in profondità danno ottimi risultati. I modelli a forma di aratro o di pala rimangono una scelta sicura e sono ampiamente utilizzati.

Nei fondali misti, gli ancoraggi moderni con geometria autoorientante sono spesso più efficaci. Sono in grado di riposizionarsi rapidamente quando la direzione di trazione cambia a causa del vento o della corrente.

Da circa quindici anni si sono affermati diversi modelli di nuova generazione. La loro forma concava consente un rapido aggancio al fondale e una tenuta molto stabile, anche quando l’imbarcazione ruota attorno al proprio ormeggio.

Queste ancore sono più costose, ma per un’imbarcazione che viene regolarmente ormeggiata, l’investimento è generalmente giustificato.

Il verricello: uno strumento, non un argano

Il verricello è un'attrezzatura fondamentale, ma spesso viene utilizzato in modo errato.

Il suo ruolo consiste semplicemente nel calare e recuperare la cima di ormeggio. Non è progettato per trainare una barca di diverse tonnellate verso l’ancora.

Una buona pratica consiste nel lasciare che l'ancora scenda per gravità, controllando la catena tramite l'attrito del verricello. In questo modo si evita di sollecitare inutilmente il motore e i componenti meccanici.

Per il recupero, bisogna sempre avanzare lentamente con la barca verso l’ancora. Il verricello, in questo caso, si limita a recuperare la catena.

Questo dettaglio può sembrare ovvio, ma riveste un ruolo importante nella durata dell'attrezzatura.

La catena: un elemento spesso sottovalutato

La catena svolge due funzioni fondamentali:

  • Aggiunge peso alla linea di ormeggio
  • Mantiene l'ancora nel corretto angolo di trazione

Sulla maggior parte delle navi da crociera, i diametri più comuni sono:

  • 8 mm
  • 10 mm
  • 12 mm

La scelta dipende principalmente dalle dimensioni e dalla velocità dell'imbarcazione.

Una catena più pesante migliora il comportamento dell'ancoraggio, soprattutto quando il mare si agita o il vento si intensifica.

Le catene zincate sono le più diffuse perché offrono un buon compromesso tra costo e durata. Le catene in acciaio inossidabile resistono meglio alla corrosione e sono più esteticamente gradevoli, ma il loro prezzo rimane nettamente più elevato.

In ogni caso, è importante controllare regolarmente lo stato delle maglie, in particolare in prossimità dell’ancoraggio, dove l’attrito è maggiore.

Un dettaglio che spesso viene trascurato

Una volta calata l'ancora e srotolata la catena, il carico non deve mai rimanere sul verricello.

La tensione deve essere trasferita su una bitta tramite una cima di ormeggio o un gancio di ancoraggio. Il verricello deve funzionare solo durante le fasi di calata e di risalita.

È un dettaglio semplice, ma evita un’usura inutile e prolunga la durata dell’attrezzatura.

Lunghezza della catena da tenere a bordo

Occorre distinguere due cose:

  • La lunghezza totale della catena a bordo
  • La lunghezza effettivamente immersa

Questi due concetti sono diversi.

Per una nave da crociera, le raccomandazioni generali indicano una lunghezza della catena compresa tra 70 e 120 metri, a seconda delle dimensioni dell'imbarcazione e della zona di navigazione.

Nel Mediterraneo, le imbarcazioni di lunghezza compresa tra i 10 e i 15 metri sono solitamente dotate di:

  • Da 50 a 80 metri di catena
  • A volte 100 metri sulle imbarcazioni che gettano spesso l'ancora

Questa lunghezza può sembrare notevole, ma alcune baie superano facilmente i 15-20 metri di profondità. È quindi necessaria una catena sufficientemente lunga per mantenere un buon angolo di trazione sull’ancora.

La regola fondamentale: il rapporto profondità/catena

La lunghezza della catena da calare dipende dalla profondità totale.

Bisogna sempre tenere conto di: profondità dell'acqua + altezza della prua.

Il rapporto tra questa altezza totale e la lunghezza della catena si chiama “scope”.

In condizioni normali, la regola di base prevede di calare la lenza per una lunghezza pari a cinque volte la profondità totale.

Esempio:

Profondità: 6 m
Altezza della prua: 1 m
Altezza totale: 7 m

Lunghezza della catena consigliata: 7 × 5 = 35 metri

Adattare la lunghezza in base alle condizioni

PosizioneRapporto consigliato
Arresto rapido3 ×
Ormeggio normale5 ×
Notte all'ancora7 ×
Vento forteda 8 a 10 ×

Questi rapporti consentono di mantenere una trazione quasi orizzontale sull’ancora, condizione indispensabile per garantirne la tenuta.

Esempio concreto

Prendiamo un caso tipico nel Mediterraneo.

Profondità: 8 m
Altezza della prua: 1 m
Altezza totale: 9 m

Lunghezza della catena necessaria:

  • Profondità normale: 45 m
  • Pernottamento all’ancora: 63 m
  • Vento forte: 72 m

Con soli 40 metri di catena, in questo tipo di situazione si è già al limite.

Perché questa lunghezza è indispensabile

La catena forma naturalmente una curva chiamata catenaria.

Questa curva svolge un ruolo importante:

  • Mantiene la trazione orizzontale sull'ancora
  • Attenua l'impatto del vento e del moto ondoso
  • Impedisce che l'ancora si sganci

Quando la catena è troppo corta, la trazione diventa verticale. L’ancora può quindi strappare il fondale e l’imbarcazione inizia ad andare alla deriva.

È la causa principale del fatto che le imbarcazioni si spostino dal punto di ancoraggio.

Un'altra semplice regola

Alcuni marinai ricorrono anche a una regola empirica: la lunghezza minima della catena deve essere almeno pari alla lunghezza dell'imbarcazione.

Ad esempio: imbarcazione di 12 metri → almeno 12 metri di catena.

Questa regola riguardava soprattutto i vecchi sistemi che combinavano catena e cordame. Oggi, la maggior parte delle imbarcazioni da crociera utilizza una linea interamente in catena.

Dimensionamento dell'ormeggio in base alle dimensioni dell'imbarcazione

Questi valori corrispondono alle prassi correnti nel Mediterraneo, basate sulle raccomandazioni dei produttori di ancore e delle guide nautiche.

Lunghezza dell'imbarcazionePeso dell'ancoraCatenaLunghezza della catena
6 – 8 m8 – 10 kg6 mm40 – 50 m
8 – 10 m10 – 15 kg6 – 8 mm50 – 60 m
10 – 12 m15 – 20 kg8 mm60 – 80 m
12 – 14 m20 – 25 kg8 – 10 mm80 – 100 m
14 – 18 m25 – 35 kg10 mm100 m
18 – 24 m40 – 60 kg12 mm100 – 120 m

Questi valori possono variare a seconda della posizione dell'imbarcazione, della zona di navigazione e del tipo di ancora.

La semplice regola dei vecchi marinai

Quando non si ha voglia di tirare fuori la calcolatrice, esiste una regola empirica piuttosto affidabile: bagnare più catena rispetto ai vicini.

Stranamente, quasi sempre chi ha la catena più lunga è quello che dorme meglio la notte.

Tenere d'occhio l'ancoraggio

La maggior parte dei localizzatori GPS offre oggi un allarme di ancoraggio.

Il principio è semplice: si definisce un raggio di sicurezza attorno al punto di ancoraggio. Se l’imbarcazione esce da questa zona, scatta un allarme.

Questo strumento è molto utile di notte o in un porto affollato.

Ma nulla può sostituire un semplice riflesso: individuare alcuni punti di riferimento visivi a terra per verificare che l’imbarcazione non si muova.

L'ormeggio in porto

L’ormeggio funziona in modo diverso dall’ancoraggio.

In un porto, le forze vengono trasferite a strutture fisse: banchina, pontile o boa.

Le cime di ormeggio devono quindi assorbire:

  • Le variazioni del vento
  • Il moto ondoso di passaggio
  • I movimenti delle altre imbarcazioni

Per questo motivo, devono unire resistenza ed elasticità.

I bitte e la loro posizione

I bitte sono i punti di ancoraggio delle cime sull'imbarcazione.

Devono essere fissate saldamente e avere le giuste dimensioni. La loro posizione influisce direttamente sull’angolo delle cime di ormeggio e sulla distribuzione delle forze.

Una bitta posizionata correttamente consente di lavorare con angoli efficaci e di distribuire i carichi su più linee.

È un dettaglio architettonico spesso invisibile, ma fondamentale.

I parabordi

I parabordi costituiscono la prima protezione tra lo scafo e la banchina.

I modelli cilindrici classici rimangono i più utilizzati poiché assorbono efficacemente gli urti e sono particolarmente adatti alle soste prolungate.

I modelli gonfiabili o pieghevoli sono più facili da riporre, ma vengono utilizzati soprattutto quando lo spazio a disposizione è limitato.

Le coperture per i parabordi consentono inoltre di ridurre l'abrasione e di proteggere il gelcoat.

Aiuti alla manovra

I sistemi di assistenza alla manovra hanno subito notevoli evoluzioni negli ultimi anni.

Il propulsore di prua consente di spostare lateralmente la prua dell'imbarcazione durante le manovre in porto. Sulle imbarcazioni di maggiori dimensioni, è possibile aggiungere un propulsore di poppa per migliorare ulteriormente il controllo.

Alcuni sistemi moderni consentono addirittura di manovrare con un joystick. Grazie a trasmissioni orientabili, l’imbarcazione può quindi spostarsi lateralmente, ruotare sul posto e posizionarsi con grande precisione.

Queste tecnologie semplificano notevolmente le manovre, in particolare nei porti stretti o in presenza di vento trasversale.

In conclusione

Un ancoraggio sicuro o un ormeggio affidabile non dipendono mai da un unico elemento. Sono sempre il risultato di un insieme coerente di attrezzature e buone pratiche.

Un'ancora adeguata, una catena delle giuste dimensioni, un verricello utilizzato correttamente e alcune semplici abitudini consentono di evitare la maggior parte dei problemi.

E alla fine, l'obiettivo rimane sempre lo stesso: trascorrere una notte tranquilla all'ancora… senza svegliarsi ogni ora per controllare se la barca si muove.

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🇮🇹 Versione italiana

Ancoraggio e ormeggio: le nozioni fondamentali per dormire sonni tranquilli in rada

Quando una barca naviga, si deve sempre mettere in conto una certa dose di imprevisti. Ma quando è ferma, tutto deve essere perfettamente sotto controllo.

Un ancoraggio errato o un ormeggio mal preparato può trasformare una serata tranquilla in una notte insonne trascorsa a controllare il GPS… o peggio, in una lenta deriva verso l’imbarcazione vicina.

Noi di RivieraBroker vediamo spesso imbarcazioni molto ben attrezzate, a volte anche di alto livello, ma con un sistema di ancoraggio scelto male o utilizzato in modo errato. Eppure bastano poche semplici regole per rendere la situazione davvero più sicura.

Ecco i punti fondamentali da sapere.

Un buon ancoraggio è un equilibrio

Ormeggiare una barca non significa semplicemente gettare l’ancora in acqua.

Un ancoraggio efficace nasce sempre da un insieme coerente di elementi:

  • L’ancora
  • La catena
  • La linea di ancoraggio
  • Il verricello riparte
  • E, naturalmente, il modo in cui tutto questo viene utilizzato

Se anche solo uno di questi elementi è sottodimensionato o non adatto all’imbarcazione, l’efficacia complessiva del sistema diminuisce rapidamente. È proprio in questi casi che si vede l’imbarcazione iniziare a rasare il fondale e poi a andare alla deriva.

Un buon ancoraggio è quindi, innanzitutto, un equilibrio tra attrezzatura e metodo.

Scegliere bene l'ancora

La scelta dell'ancora dipende soprattutto dal tipo di fondale su cui si getta l'ancora più spesso.

Nel Mediterraneo i fondali più comuni sono:

  • Sabbia
  • Fango
  • Prateria di posidonia
  • Fondali misti di sabbia e roccia

Sia sulla sabbia che sul fango, le ancore in grado di penetrare bene nel fondale offrono risultati eccellenti. I modelli a vomere o a pala rimangono soluzioni molto affidabili e diffuse.

Sui fondali misti, le ancore moderne con geometria auto-orientante sono spesso più efficaci. Riescono a riposizionarsi rapidamente quando la direzione della trazione cambia a causa del vento o della corrente.

Negli ultimi quindici anni si sono affermati diversi modelli di nuova generazione. La loro forma concava favorisce una presa rapida e una tenuta molto stabile, anche quando l'imbarcazione ruota attorno al punto di ancoraggio.

Sono ancora più costose, ma per un’imbarcazione che trascorre molto tempo in rada, l’investimento è in genere ben giustificato.

È ancora un salpa: uno strumento, non un verricello di trazione

Il salpa ancora è un elemento fondamentale, ma viene spesso utilizzato in modo errato.

Il suo compito è semplicemente quello di calare e recuperare la linea di ancoraggio. Non è progettato per trainare un’imbarcazione di diverse tonnellate verso la propria ancora.

La procedura corretta consiste nel calare l'ancora per gravità, controllando la catena tramite la frizione del verricello. In questo modo si evitano sforzi inutili sul motore e sui componenti meccanici.

Durante il recupero, invece, è necessario avanzare sempre lentamente con l’imbarcazione verso l’ancora. Il salpa-ancora deve limitarsi a recuperare la catena.

Può sembrare un dettaglio, ma incide notevolmente sulla durata dell'impianto.

La catena: un elemento spesso sottovalutato

La catena svolge due funzioni fondamentali:

  • Aggiungi peso alla linea di ancoraggio
  • Mantieni l'ancora con il giusto angolo di trazione

Sulla maggior parte delle imbarcazioni da crociera, i diametri più comuni sono 8 mm, 10 mm e 12 mm.

La scelta dipende soprattutto dalle dimensioni e dal dislocamento dell'imbarcazione.

Una catena più pesante migliora le prestazioni dell'ancoraggio, soprattutto quando il mare si ingrossa o il vento si intensifica.

Le catene zincate rimangono le più diffuse perché offrono un buon compromesso tra costo e durata. Le catene in acciaio inossidabile resistono meglio alla corrosione e hanno un aspetto più gradevole, ma il loro costo è nettamente superiore.

In ogni caso, è importante controllare regolarmente lo stato delle maglie, soprattutto in prossimità dell’ancora, dove l’attrito è più intenso.

Un dettaglio spesso trascurato

Una volta che l’ancora è stata calata e la catena è stata srotolata, il carico non deve mai rimanere sul verricello.

La tensione viene trasferita su una bitta tramite una cima o un gancio di ancoraggio. Il salpaancora deve intervenire solo durante le fasi di calata e di recupero.

È un dettaglio semplice, ma evita un'usura inutile e allunga la durata del materiale.

Lunghezza della catena da tenere a bordo

Bisogna distinguere tra due cose:

  • La lunghezza totale della catena a bordo
  • La lunghezza effettivamente percorsa in acqua

Non sono la stessa cosa.

Per una barca da crociera, le raccomandazioni generali indicano una lunghezza totale compresa tra 70 e 120 metri, a seconda delle dimensioni dell'imbarcazione e della zona di navigazione.

Nel Mediterraneo, le imbarcazioni di lunghezza compresa tra i 10 e i 15 metri sono spesso dotate di:

  • Da 50 a 80 metri di catena
  • A volte 100 metri sulle imbarcazioni che attraccano spesso

Può sembrare molto, ma in molte baie si getta facilmente l’ancora a 15 o 20 metri di profondità. È quindi necessaria una catena abbastanza lunga per mantenere il giusto angolo di trazione sull’ancora.

La regola fondamentale: rapporto profondità/catena

La lunghezza della catena da filare dipende dalla profondità totale.

Bisogna sempre tenere conto di: profondità dell'acqua + altezza della prua.

Il rapporto tra questa altezza totale e la lunghezza della catena si chiama scope.

In condizioni normali, la regola di base è quella di calare la lenza per una lunghezza pari a cinque volte la profondità totale.

Esempio:

Profondità: 6 m
Altezza della prua: 1 m
Altezza totale: 7 m

Lunghezza consigliata della catena: 7 × 5 = 35 metri

Adattare la lunghezza alle condizioni

SituazioneRapporto consigliato
Breve sosta3 ×
Ancoraggio normale5 ×
Notte in rada7 ×
Vento forteda 8 a 10 ×

Questi rapporti consentono di mantenere una trazione quasi orizzontale sull’ancora, condizione indispensabile per garantirne la tenuta.

Esempio concreto

Prendiamo un caso tipico nel Mediterraneo.

Profondità: 8 m
Altezza della prua: 1 m
Altezza totale: 9 m

Lunghezza della catena necessaria:

  • Ancoraggio normale: 45 m
  • Notte in rada: 63 m
  • Vento forte: 72 m

Con soli 40 metri di catena si è già al limite in una situazione del genere.

Perché questa lunghezza è indispensabile

La catena forma naturalmente una curva chiamata catenaria.

Questa curva svolge un ruolo importante:

  • Mantieni la trazione orizzontale sull'ancora
  • Assorbe la forza del vento e della risacca
  • Evita che l'ancora si sganci

Quando la catena è troppo corta, la trazione diventa verticale. L’ancora può quindi strappare il fondale e la barca comincia ad andare alla deriva.

È la causa principale delle imbarcazioni che solcano le acque della rada.

Un’altra semplice regola

Alcuni navigatori ricorrono anche a una regola empirica: la lunghezza minima della catena dovrebbe essere almeno pari alla lunghezza dell'imbarcazione.

Ad esempio: barca di 12 metri → almeno 12 metri di catena.

Questa regola riguardava soprattutto i vecchi sistemi di sollevamento con catena e fune. Oggi la maggior parte delle imbarcazioni da crociera utilizza una linea interamente in catena.

Dimensionamento del sistema di ancoraggio in base alle dimensioni dell'imbarcazione

Questi valori rispecchiano le pratiche più diffuse nel Mediterraneo.

Lunghezza dell'imbarcazioneCi penso ancoraCatenaLunghezza della catena
6 – 8 m8 – 10 kg6 mm40 – 50 m
8 – 10 m10 – 15 kg6 – 8 mm50 – 60 m
10 – 12 m15 – 20 kg8 mm60 – 80 m
12 – 14 m20 – 25 kg8 – 10 mm80 – 100 m
14 – 18 m25 – 35 kg10 mm100 m
18 – 24 m40 – 60 kg12 mm100 – 120 m

Questi valori possono variare a seconda del dislocamento dell'imbarcazione, della zona di navigazione e del tipo di ancora.

La semplice regola dei vecchi marinai

Quando non si ha voglia di fare calcoli, esiste una regola empirica abbastanza affidabile: usare più catena dei vicini.

Curiosamente, quasi sempre chi ha più catena in acqua dorme meglio la notte.

Verificare il proprio ancoraggio

Oggi la maggior parte dei plotter GPS è dotata di un allarme di ancoraggio.

Il principio è semplice: si definisce un raggio di sicurezza attorno al punto di ancoraggio. Se l'imbarcazione esce da questa zona, scatta un allarme.

È uno strumento molto utile di notte o in un'ancoraggio affollato.

Ma nulla può sostituire un semplice controllo: osservare alcuni punti di riferimento visivi a terra per verificare che la barca non si sposti.

L'ormeggio in porto

L'ormeggio segue una logica diversa rispetto all'ancoraggio.

In porto, le forze vengono trasferite verso strutture fisse: banchina, pontile o corpo morto.

I cime di ormeggio devono quindi assorbire:

  • Le variazioni del vento
  • La risacca di passaggio
  • I movimenti delle altre imbarcazioni

Per questo devono unire resistenza ed elasticità.

I bitte e la loro posizione

I bitte sono i punti di fissaggio delle cime sull'imbarcazione.

Devono essere installate in modo solido e correttamente dimensionate. La loro posizione influisce direttamente sull’angolo delle cime e sulla distribuzione delle sollecitazioni.

Una bitta ben posizionata consente di lavorare con angoli corretti e di distribuire il carico su più linee.

È un dettaglio spesso invisibile, ma fondamentale.

I parabordi

I parabordi costituiscono la prima protezione tra lo scafo e la banchina.

I modelli cilindrici classici rimangono i più utilizzati perché assorbono bene gli urti e sono adatti alle soste prolungate.

I modelli gonfiabili o pieghevoli sono più facili da riporre, ma vengono utilizzati soprattutto quando lo spazio è limitato.

Le calze di protezione per il parabordo contribuiscono inoltre a ridurre l’abrasione e a proteggere il gelcoat.

Gli ausili alla manovra

Negli ultimi anni gli ausili alla manovra hanno subito una notevole evoluzione.

Il bow thruster consente di spostare lateralmente la prua durante le manovre in porto. Sulle imbarcazioni più grandi è possibile aggiungere anche un thruster di poppa per migliorare il controllo.

Alcuni sistemi moderni consentono addirittura di manovrare con un joystick. Grazie alle trasmissioni orientabili, l'imbarcazione può spostarsi lateralmente, ruotare su se stessa e posizionarsi con grande precisione.

Queste tecnologie semplificano notevolmente le manovre, soprattutto nei porti stretti o in presenza di vento di traverso.

Conclusione

Un ancoraggio sicuro o un ormeggio affidabile non dipendono mai da un unico componente. Sono sempre il risultato di un insieme coerente tra attrezzatura e buone pratiche.

Un’ancora adatta, una catena delle giuste dimensioni, un salpaancora utilizzato correttamente e alcune semplici abitudini consentono di evitare la maggior parte dei problemi.

E alla fine l'obiettivo è sempre lo stesso: trascorrere una notte tranquilla in rada, senza doversi svegliare ogni ora per controllare se la barca si è spostata.

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🇬🇧 Versione inglese

Ancoraggio e ormeggio: gli elementi fondamentali per dormire bene all’ancora

Quando una barca è in navigazione, un certo grado di imprevedibilità fa parte del gioco. Ma quando la barca è ferma, tutto deve essere tenuto sotto controllo.

Un sistema di ancoraggio inadeguato o un ormeggio preparato male possono trasformare una serata tranquilla in una notte insonne passata a tenere d’occhio il GPS… o, peggio ancora, in una lenta deriva verso l’imbarcazione vicina.

Noi di RivieraBroker vediamo spesso imbarcazioni molto ben attrezzate, a volte persino di fascia alta, ma dotate di sistemi di ancoraggio scelti in modo inadeguato o utilizzati in modo scorretto. In realtà, bastano spesso poche semplici regole per rendere la navigazione molto più sicura.

Ecco i punti chiave da comprendere.

Un buon ancoraggio è tutta una questione di equilibrio

Ormeggiare una barca non significa semplicemente gettare l'ancora in mare.

Una configurazione di ancoraggio efficace si basa sempre su una combinazione coerente di elementi:

  • L'ancora
  • La catena
  • La linea di ancoraggio
  • Il verricello
  • E, ovviamente, il modo in cui tutto questo viene utilizzato

Se anche solo uno di questi elementi è sottodimensionato o non adatto all’imbarcazione, l’efficienza dell’intero sistema cala rapidamente. È proprio in quel momento che l’imbarcazione inizia a raschiare lentamente il fondale prima di andare alla deriva.

Un buon ancoraggio consiste quindi soprattutto in un giusto equilibrio tra attrezzatura e tecnica.

Scegliere l'ancora giusta

La scelta dell'ancora dipende principalmente dal tipo di fondale su cui l'imbarcazione viene ancorata più spesso.

Nel Mediterraneo, i fondali marini più diffusi sono:

  • Sabbia
  • Mud
  • Posidonia
  • Fondali misti di sabbia e roccia

Sulla sabbia o sul fango, gli ancoraggi che penetrano in profondità di solito garantiscono ottime prestazioni. Gli ancoraggi a aratro e a benna rimangono soluzioni collaudate e ampiamente utilizzate.

Su fondali misti, le ancore moderne con sistema di raddrizzamento automatico sono spesso più efficaci. Sono in grado di riposizionarsi rapidamente quando la direzione di trazione cambia a causa del vento o della corrente.

Negli ultimi quindici anni, diversi modelli di nuova generazione hanno riscosso grande successo. La loro forma concava permette loro di fissarsi rapidamente e di mantenere una tenuta molto salda, anche quando l’imbarcazione oscilla attorno all’ancora.

Questi ancori sono più costosi, ma per un’imbarcazione che trascorre molto tempo all’ancora, l’investimento è generalmente giustificato.

Il verricello: uno strumento, non un argano da traino

Il verricello è un'attrezzatura indispensabile, ma spesso viene utilizzato in modo errato.

Il suo ruolo consiste semplicemente nell’abbassare e recuperare la cima di ancoraggio. Non è progettato per trainare un’imbarcazione di diverse tonnellate verso l’ancora.

Il metodo corretto consiste nel lasciare che l'ancora scenda per gravità, controllando la catena tramite la frizione del verricello. In questo modo si evitano sollecitazioni inutili sul motore e sul riduttore.

Durante il recupero, l'imbarcazione deve sempre avvicinarsi lentamente all'ancora. Il verricello deve limitarsi a recuperare la catena.

Può sembrare ovvio, ma questo dettaglio fa davvero la differenza in termini di durata delle attrezzature.

La catena: spesso sottovalutata

La catena svolge due funzioni fondamentali:

  • Aumenta il peso della linea di ancoraggio
  • Mantiene l'ancora al corretto angolo di trazione

Sulla maggior parte delle imbarcazioni da crociera, i diametri più comuni delle catene sono 8 mm, 10 mm e 12 mm.

La dimensione corretta dipende principalmente dalle dimensioni e dalla stazza dell'imbarcazione.

Una catena più pesante migliora la tenuta, soprattutto quando il mare si ingrossa o il vento si intensifica.

Le catene zincate rimangono le più diffuse perché offrono un buon equilibrio tra prezzo e durata. Le catene in acciaio inossidabile resistono meglio alla corrosione e hanno un aspetto più elegante, ma sono notevolmente più costose.

In ogni caso, i collegamenti devono essere controllati regolarmente, soprattutto in prossimità dell’ancoraggio, dove l’usura è maggiore.

Un dettaglio che spesso viene dimenticato

Una volta gettata l'ancora e srotolata la catena, il carico non deve mai rimanere sul verricello.

La tensione deve essere trasferita a una bitta tramite una cima o un ammortizzatore di ancoraggio. Il verricello deve funzionare solo durante l'ammainamento e il recupero.

È un dettaglio semplice, ma previene un'usura inutile e contribuisce a prolungare la durata dell'attrezzatura.

Quanta catena portare a bordo

È necessario distinguere chiaramente due aspetti:

  • La quantità totale di catena trasportata a bordo
  • La lunghezza effettiva della catena calata in acqua

Non sono la stessa cosa.

Per un’imbarcazione da crociera, le raccomandazioni generali indicano che la lunghezza totale della catena dovrebbe essere compresa tra i 70 e i 120 metri, a seconda delle dimensioni dell’imbarcazione e della zona di navigazione.

Nel Mediterraneo, le imbarcazioni di lunghezza compresa tra i 10 e i 15 metri spesso trasportano:

  • Da 50 a 80 metri di catena
  • A volte 100 metri sulle imbarcazioni che gettano spesso l'ancora

Potrebbe sembrare una profondità eccessiva, ma molti punti di ancoraggio raggiungono facilmente i 15-20 metri. È quindi necessaria una catena sufficientemente lunga per garantire che l'ancora rimanga posizionata con la giusta angolazione.

La regola fondamentale: il rapporto profondità-catena

La quantità di chain da distribuire dipende dalla profondità totale.

È necessario tenere sempre conto di: profondità dell'acqua + altezza della prua sopra il livello dell'acqua.

Il rapporto tra questa altezza totale e la lunghezza della catena è chiamato “scope”.

In condizioni normali, la regola di base prevede il pagamento di un importo pari a cinque volte la profondità totale.

Esempio:

Profondità: 6 m
Altezza di prua: 1 m
Altezza totale: 7 m

Lunghezza consigliata della catena: 7 × 5 = 35 metri

Adattare la lunghezza alle condizioni

PosizioneRapporto consigliato
Interbase3 ×
Ancoraggio normale5 ×
Ancoraggio notturno7 ×
Vento forteda 8 a 10 ×

Questi rapporti contribuiscono a mantenere una trazione quasi orizzontale sull'ancora, il che è fondamentale per garantire una tenuta affidabile.

Un esempio pratico

Prendiamo un caso tipico del Mediterraneo.

Profondità: 8 m
Altezza di prua: 1 m
Altezza totale: 9 m

Lunghezza della catena richiesta:

  • Ancoraggio normale: 45 m
  • Ancoraggio notturno: 63 m
  • Vento forte: 72 m

Con soli 40 metri di catena, in una situazione del genere sei già al limite.

Perché la lunghezza è importante

La catena forma naturalmente una curva nota come catenaria.

Questa curva svolge un ruolo importante:

  • Mantiene la trazione sull'ancora in posizione orizzontale
  • Assorbe i carichi causati dall'azione del vento e delle onde
  • Aiuta a evitare che l'ancora si stacchi

Se la catena è troppo corta, la trazione diventa verticale. L’ancora potrebbe quindi staccarsi dal fondale e l’imbarcazione inizierebbe ad andare alla deriva.

Questo è il motivo principale per cui le imbarcazioni si spostano mentre sono all’ancora.

Un'altra semplice regola

Alcuni velisti seguono anche una regola empirica approssimativa: la lunghezza minima della catena dovrebbe essere almeno pari alla lunghezza dell'imbarcazione.

Ad esempio: imbarcazione di 12 metri → almeno 12 metri di catena.

Questa regola deriva principalmente dai vecchi sistemi con catena e cima. Oggi, la maggior parte delle imbarcazioni da crociera utilizza una linea di ancoraggio interamente a catena.

Configurazione dell'ancoraggio in base alle dimensioni dell'imbarcazione

Questi valori rispecchiano la prassi comune nel Mediterraneo.

Lunghezza dell'imbarcazionePeso dell'ancoraCatenaLunghezza della catena
6 – 8 m8 – 10 kg6 mm40 – 50 m
8 – 10 m10 – 15 kg6 – 8 mm50 – 60 m
10 – 12 m15 – 20 kg8 mm60 – 80 m
12 – 14 m20 – 25 kg8 – 10 mm80 – 100 m
14 – 18 m25 – 35 kg10 mm100 m
18 – 24 m40 – 60 kg12 mm100 – 120 m

Questi valori possono variare a seconda della cilindrata, della zona di navigazione e del tipo di ancora.

La vecchia regola del marinaio

Se non vuoi iniziare a fare calcoli, c’è una regola empirica che spesso si rivela sorprendentemente affidabile: cala più catena rispetto alle barche che ti circondano.

Per quanto possa sembrare strano, la barca con la catena più lunga in acqua è di solito quella il cui equipaggio dorme meglio la notte.

Monitoraggio dell'ancoraggio

La maggior parte dei moderni plotter GPS è ormai dotata di un allarme di ancoraggio.

Il principio è semplice: si imposta un raggio di sicurezza attorno alla posizione dell'ancora. Se l'imbarcazione esce da quell'area, scatta l'allarme.

È una funzione molto utile di notte o in un ancoraggio affollato.

Tuttavia, nulla può sostituire una semplice abitudine: dare un’occhiata a terra per assicurarsi che la barca non si stia muovendo.

Ormeggio in porto

L'ormeggio segue una logica diversa rispetto all'ancoraggio.

In porto, i carichi vengono trasferiti su strutture fisse quali banchine, pontili o blocchi di ormeggio.

Le cime di ormeggio devono quindi assorbire:

  • Variazioni del vento
  • Lavaggio di passaggio o a flusso d’urto
  • Il movimento delle imbarcazioni nelle vicinanze

Per farlo nel modo giusto, hanno bisogno sia di forza che di elasticità.

I tacchetti e la loro posizione

I cleats sono i punti di fissaggio delle cime di ormeggio sull'imbarcazione.

Devono essere installati correttamente e dimensionati in modo adeguato. La loro posizione influisce direttamente sugli angoli delle linee e sulla distribuzione del carico.

Un gancio ben posizionato consente di distribuire i carichi su diverse funi con angoli di lavoro ottimali.

Spesso si tratta di un dettaglio di design invisibile, ma è fondamentale.

Paraurti

I parabordi costituiscono la prima linea di protezione tra lo scafo e la banchina.

I parabordi cilindrici classici rimangono i più diffusi perché assorbono bene gli urti e sono perfettamente adatti a soste prolungate in banchina.

I modelli gonfiabili o pieghevoli sono più facili da riporre, ma vengono utilizzati soprattutto quando lo spazio a disposizione è limitato.

Le coperture paraurti contribuiscono inoltre a ridurre l'abrasione e a proteggere il gelcoat.

Ausili di manovra

Negli ultimi anni i sistemi di ausilio alla manovra hanno subito una notevole evoluzione.

Un propulsore di prua consente alla prua di spostarsi lateralmente durante le manovre in porto. Sulle imbarcazioni più grandi è possibile aggiungere un propulsore di poppa per un controllo ancora maggiore.

Alcuni sistemi moderni consentono addirittura di manovrare l'imbarcazione con un joystick. Grazie ai propulsori orientabili, l'imbarcazione può spostarsi lateralmente, ruotare sul posto e posizionarsi con una precisione impressionante.

Queste tecnologie facilitano notevolmente le manovre in porto, soprattutto in spazi ristretti o in presenza di vento trasversale.

Conclusione

Un ancoraggio sicuro o un ormeggio affidabile non dipendono mai da un singolo elemento dell'attrezzatura. Sono sempre il risultato di una combinazione coerente di attrezzature e buone pratiche.

Un'ancora adeguata, una catena delle giuste dimensioni, un uso corretto del verricello e alcune semplici abitudini consentiranno di evitare la maggior parte dei problemi.

E alla fine, l'obiettivo è sempre lo stesso: una notte tranquilla all'ancora senza doversi svegliare ogni ora per controllare se la barca si è spostata.

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